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Former freelance web developer Barbara Jacob was on the verge of breakdown because of appalling customers behavior and the huge mortgage she had to repay for all her foreseeable life. So one day she escaped to London, where she isn't happier but at least she can keep the wolf from the door. Well, and now that we are here, what we will do with our life?
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Category: Boh Blocco dello scrittore

Mai avuto così poco da dire in vita mia.

 

Il periodo non è così propizio alle parole, sono sempre indaffarata in qualche progetto o lavoro, e ho ripreso a ballare.

 

Alberto mi ha detto che leggere il mio diario (e lui, con la meticolosità che gli è propria, se l'è letto e sviscerato accuratamente) gli ispira un senso di solitudine. Ma credo che sia soltanto perché non sa perché ho scritto tutto questo, questo lungo elettroncefalogramma di una passione ai margini del cosciente (e ai margini del sonno, spesso, data la mia comune abitudine di girovagare in pensieri peccaminosi prima di addormentarmi ed appena sveglia, e, verso la fine, le conversazioni ad ore indecenti con questa persona - mi sentivo tanto Peter Cook quando telefona tutte le notti a Derek Clive per raccontargli delle fesserie [ok, devo essere l'unica al mondo che si è guardata venti volte Not only but always]), questa lettera d'amore volutamente senza amore. Come il piccolo film che sto cercando di scrivere adesso (Barbara in ritardo sui tempi di consegna, come è sana tradizione della ditta), ho dovuto spesso resistere alla tentazione di dargli un plot, una storia, un leit-motiv, un filo conduttore. Questo perché credo che i fatti siano self-explanatory, e la mia vita non dovrebbe aver bisogno di biechi espedienti narrativi. In realtà, non avrei mai scritto tutto questo senza rivolgermi a qualcuno in particolare: non me ne vogliano tutti gli altri lettori. La verità è che scrivere tutta 'sto brodo primordiale senza un interlocutore preferenziale avrebbe richiesto un narcisismo che io non ho; o forse tutti hanno un interlocutore preferenziale; è a quello che si dedicano i libri?

 

Non ho mai amato così tanto che coloro i quali ho finto di amare.
(Aldo Busi)

 

Secondo voi cosa vuol dire? Secondo me, che per raccontare i propri sentimenti, occorre per forza indossare un personaggio - fingere, appunto. Per questo che le dichiarazioni d'amore suonano sempre false o ridicole ad un certo livello. Per questo nel mio diario, di questo plot che solo lo sceneggiatore sa (ed in qualche misura, il mio interlocutore), non c'è mai traccia. Raccontarlo avrebbe significato fingere, mentre io volevo restare vera al cento per cento; inoltre, questa cosa non ha mai fatto parte della categoria delle mie ossessioni. Il che mi rende stranamente piena di gratitudine, e mi fa pensare che forse non sono più la persona ossessiva e monotasking che sono stata. Anche se la presa di coscienza del fatto che senza dubbio nella mia vita c'è posto per tante cose e nel mio cuore c'è posto addirittura per una piccola folla, mi lascia spiazzata. Decisamente, ormai sono atea fino in fondo ;)

 

Beh, cercavo di correggere il mio posizionamento di mercato nei confronti del mio interlocutore :), cercavo un contatto mentale, prima ancora che seduzione od un contatto reale. Ci sono riuscita senza dubbio, poi, come è tipico dei bei racconti, le cose hanno preso una piega totalmente diversa dal previsto - io stessa non avevo fatto i conti con la parte feroce di me che vuole tutto e subito, che non si accontenta di sfumature ed esercizi di stile -, ed è questo che mi interessa di più di questo periodo, l'apertura, la pluralità di sensazioni ed intenzioni, le deviazioni dalla trama preventivata. Oddio, se ci penso, ho creato un mostro di gran lunga più interessato alle mie parole che non a me, ma in fondo è la tragicomica, leggera conclusione del fatto che io in primo luogo ero stata sedotta dalle sue.

 

Ma io non sono un'intellettuale, sono piuttosto una persona d'azione abituata a prendere e partire, fare e disfare, vedere come va, riprovare (ed infine - Barbara incostante - mollare tutto dicendo basta, mi sono rotta, non gioco più, c'è già un altro gioco con il suo invito). Non sono così nei sentimenti - lì, dove m'attacco muoio - ma questo è stato molto un gioco, allora cosa dire, continuerei a raccontare se potessi, ma adesso mi sembra che il flusso delle parole si sia esaurito. I sentimenti che ci sono sotto hanno una vita propria che continuerà o non continuerà al di là di questo racconto; se nessuno se n'è mai accorto, è banalmente perché non ne ho mai parlato. Vi prego, non interrogatemi su di questo, non per pudore, ma perché non saprei assolutamente cosa dire. Immergendosi nel citazionismo più bieco, il mio ex grande amore (che ogni tanto passa da queste parti: gli faccio ciao con la manina!) mi disse una volta che i sentimenti per vederli li devi mettere su un piedistallo, illuminare con fari potenti e mettergli un cordone attorno di quelli che si usano nei musei, solo allora li vedi. Sono d'accordo (questa osservazione è una delle cose di lui che ricordo con amore, perché anch'io sono così, non me ne voglia il mio interlocutore misterioso che ha tutt'altra opinione sull'argomento) e aggiungo una citazione di Onetti, lo scrittore argentino famoso per il suo romanzo "Triste come te" il che è tutto un programma: Nulla di quello che è importante può essere pensato, tutto l'importante deve essere trascinato con se insensibilmente, come un'ombra.

 

Insomma, non so più cosa dire, mi sono pubblicizzata per bene, ne è uscito che sono paranoica (vero: adesso è saltato fuori che la mia agenzia mi vuole assumere), che sono verbosa (ehi, trecentodieci pagine per non dire niente), e che sono la solita stupida romantica. Pazienza, sto imparando a sopportarmi.

 

Per cui boh, scrivere è diventata un'abitudine divertente, ma devo inventarmi una nuova intenzione adesso, perché con la spinta di allora, ho esaurito parole ed argomenti. E poi parlo sempre di me, il che sta diventando pallosamente narcisistico; e poi adesso mi sono allontanata, ho fatto un passo indietro di fronte alla poco attraente prospettiva di essere soltanto un testimone ed uno specchio di una vita che scorre completamente al di fuori della mia. Inoltre, è cosa nota che tendo a smaterializzare se si butta acqua fredda sui miei entusiasmi (no, che si sarebbero estinti comunque non è una scusa, sono cresciuta sapendo che dopo un'ora potevo non esserci più - anche se nessuno muore di s.a.d.s. dopo i trenta, ormai l'impostazione mentale è quella - , lasciatemi sgrufolare nei miei cinque minuti, domani sadio cosa c'è, e non ditemi "vietato innamorarsi" o cose del genere).

 

Domani si va a ballare il tango, evviva (stasera lavoro, grunt)!!! E' la gioia del corpo concretizzata, un racconto fisico di sesso e passione, nella misura in cui il tuo partner si è lavato bene i denti (suggerisco un bicchierino di Bailey ogni tanto per entrare nel mode giusto, ed inoltre corregge meravigliosamente l'alito)....boh, questo mese mi diverto così :)
E poi devo finire di scrivere il film, che non conterrà alcun riferimento a tutto questo: voglio evitare i discorsi personali che mi riguardano, le contingenze, le piroette, i doppi sensi e gli ammiccamenti.

 

Madonna quanto ho scritto per una che non ha niente da dire. Sta diventando un meta-diario: scrivo per dire che non so cosa scrivere. Per chiudere non resta che citare addirittura mio cugino Franz: se tu ci fossi, non lo dovrei dire.

 

Proudly broadcasted by barbara_jacob starting from 04/11/05 at 04:39:00 pm | randomly put in the category Boh | | Leave a comment

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