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Former freelance web developer Barbara Jacob was on the verge of breakdown because of appalling customers behavior and the huge mortgage she had to repay for all her foreseeable life. So one day she escaped to London, where she isn't happier but at least she can keep the wolf from the door. Well, and now that we are here, what we will do with our life?
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my wasted time
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Servizi informatici Bologna

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Il negozio all'angolo

Cricklewood, the Supersave on Shoot-Up HIll

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Buchi

Da anni mi mandava le versioni in pdf dei quotidiani, e la sua newsletter personale. Da un mese non ricevo più niente. Il suo blog, che era aggiornato costantemente, non è più aggiornato dal 15 giugno scorso.

Tempo fa mi è arrivata una mail in cc ad una dozzina di indirizzi, c'era solo l'oggetto: "incidente, 8 gg all'ospedale, sorry".

Non ero preoccupata veramente, finché non sono andata sulla sua rubrica, sulla versione elettronica di un quotidiano, e c'era scritto "sospeso per circostanze eccezionali".

Ho cercato in google, nei blog, nelle news, su wikipedia. Nada.

Allora ho telefonato a casa sua, ma non ha risposto nessuno (magari non c'era).

Forse ho il numero di cellulare da qualche parte, e sicuramente l'indirizzo email. Ma che diavolo gli dico? Ci diamo ancora del lei, dopo dieci anni - in fondo ci siamo visti due o tre volte. Che cosa gli dico, cosa le è successo? perché è sparito?

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Shoot-up Hill, ex council houses

shoot-up hill

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Vetrina di negozio di tappezziere a Marylebone

Curtains shop in Marylebone

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Bravo! (quasi)

Non so come sono finita su queste predizioni per il 2008 scritte in un tempo in cui ero solo un grumo di cellule in rapido accrescimento.

Non so nulla dell'autore, tale James Berry, ma presto cercherò di documentarmi: quest'uomo ci vedeva chiaro. Le sue predizioni sono perfette. O quasi. C'è un errore che si annida, discreto ma, ahimé, cardinale.

Provate a scovare l'errore e domandiamoci il perché di questo baco - non delle previsioni del signor Berry, ma del presente cui fanno riferimento ;).

UPDATE: qui c'è la riproduzione delle pagine originali più qualche passaggio tagliato nella versione riportata sopra. I passaggi aggiuntivi, peraltro, in maggioranza contengono predizioni cannate.

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Sagra della patata a Cricklewood

Il manifestino appeso vicino alla stazione era promettente: Spud festival 2008 to celebrate our heritage. Refreshments available e spiegava che a Cricklewood è stata inventata la patatina chips nel 1920.

(notare i passati fasti di Crick: la patatina, lo Stylophone, la pantera di Cricklewood, il primo aereo di linea caduto e gli studi cinematografici della Hammers: abbiamo una storia alle spalle, e non da poco per un paesino grande quanto Baricella)

Ero già venduta all'idea, ma leggendo le diciture in piccolo mi sono resa conto che la sagra della patata consiste in... erm, raccogliere le patate del campo comunale. Ragà, sento premere l'urgenza dal fondo del mio cuore di fondare per il mio amato paesino una proloco come si deve.

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I can be a little shit without even seriously trying

I wasn't born a disbeliever
But they cheated my way through it.

As a child I took in so much bullshit
Then I fell in love with some local rockstar that showed me his cock
Then each face that spitted in my face their dreams without even inviting me in.

My greensleeved master watched me breathing for one thousand nights.
But where is he? I look under the bed, I go down in the street
I want to ask a passerby then I remember
That he told me that he was a bit bored.

So I don't care anymore, see?
Don't take me for a stupid, I am not.

I shiver for a yes or a no but you would need subtitles to notice.
On the other hand, my fury will show. My price is not cheap and I'm damaged goods.

A tough cookie that still wants to be loved
Will throw you out in the morning if you haven't slept close enough.
So you want my advice? Stay away, don't waste your time. Unless you want to be loved to death and treated like dirt.

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Speechless girl passing near Neasden Parade

And she's now speechless
Kind of grown apart.
There's nothing in her eyes
That could be advertised as poetry.

The newspaper says that the moon is full
And she believes it. Not looking at the sky
But hearing voices that say
Three-three-two with a savant pause
Three-three-two to Paddington

Speechless bird with messy hair
Sees old men playing cards
In the Tennessee Diner

But this is not Amerika, it's Neasden
Near the Parade with the "E" hanging down
And she listens so intently to her own silence
Lean her head upon the bus window
The moon is nowhere to be seen.

She wants the truth that's hidden behind your finger
She wants to feel enough love to keep you satisfied
But there's no map to find the way
And no one calls.

(she wouldn't answer, mind)

And now it's even raining. Shit.
Speechless girl sings for her own company
Now she's nearly home.

Neasden

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Che giornatina

Oggi in aziendastrafiga inc c'era caos puro. Continuavano ad uscire build rotti, l'ambiente di test non funzionava e non funzionava neppure quello di preproduzione. A fine giornata come riferimento guardavamo direttamente quello live, quello vero, che in teoria dovrebbe essere no-fly-zone per noi - perché vuoi mai che ci scappi di comprare un pacchetto di azioni per davvero (pare che in passato sia successo, e son cavoli amari).

Io che ero arrivata con il mio nuovo mantra embrace the chaos, avevo un mal di panza bestia e non avrei abbracciato neanche un gatto, figuriamoci quella dose di bordello.

Certi giorni scivolano via e ti domandi cosa ne hai fatto. Poi stasera ho anche ricevuto una mail del commercialista. Insomma oggi sono smarronata alla grande ed ora cerco di farmelo passare (sarebbe bastato passeggiare al sole, ma la giornata era calda e buia; ora basterebbe sognare un po' ad occhi aperti, ma cosa?).

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Who cares

I funghi sono sul fuoco, ed io guardo fuori dalla finestra. Oh, the voidness of all things. Toglietevi le scarpe se volete entrare nella mia vita, ho i pavimenti delicati.

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Damnatio memoriae

Se penso a tutti questi anni in cui ci siamo frequentati, la prima cosa che mi viene in mente, malgrado tutto, è che se potessi tornare indietro, sarei una persona migliore.

Ho pena per la mia accidia mascherata da indifferenza, di certe volte. Certo, da lontano tutto è distorto - ed allora dico: se potessi tornare indietro, due o tre cose le farei molto diverse - non di più. A volte non ero dove era il mio cuore.

Non chiedo nemmeno le generiche attenuanti, che pure mi concederesti e ti concederei. Avere tragedie diverse nello stesso momento significa non essere di grande aiuto all'altro. Peccato, perché qualcosa di buono c'era, anche più di qualcosa.

Vedo chiaramente cosa non ha funzionato, la mia vigliaccheria e la tua, la difficoltà che abbiamo entrambi di capire quand'è il momento giusto per muovere il culo. Abbiamo finito per disattenderci a vicenda, e non è una bella cosa.

Ma per quel che mi riguarda, da questa stanzetta londinese dalla quale scrivo, so che domani mi sveglierò, e posdomani, e posdomani ancora, e la vita mi richiederà sforzi e mi darà piaceri e finiro in mezzo ai guai o anche no, ma in tutto questo la memoria di questa intimità imperfetta non mi aiuterà affatto. Cut your losses, dicono qui, ed hanno ragione. Non esiste una cialtronaggine innocua, esiste solo la cialtronaggine, ed io ne ho avuto fin dalla più tenera età una dose che spero che ai più sia risparmiata. Più che vittimizzarmi o vittimizzarti, preferisco la damnatio memoriae di staliniana memoria, che a me riesce così bene, per lunga abitudine.

E' un modo anche questo per non portare rancore. I miei lutti me li coltivo in privato, all'oscuro anche da me stessa, temo.

Dunque goodbye and so long, buona vita. Non racconterò nemmeno in giro che della mia hai fatto parte.

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Alas, poor me

Non so chi l'ha detto prima di me, ma alla prima balla un rapporto è fottuto. Fottuto.

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Fermate le rotative...

... niente articoli su Novell 2.000 per ora - il post di prima era perfino meno di un'aspirazione... era un'idea così. La vostra admin è oscenamente casta, purtroppo.

Le occasioni non mancherebbero. L'altra sera ero oggetto della corte - simpatica, peraltro - di un buffo nerd australiano, passabilmente carino. Eravamo al pub in quattro, si stava bene, c'era elettricità nell'aria. Ma poi me ne sono andata da sola: nessuna autocensura, solo non avevo stimoli sufficienti a procedere. Ed i colleghi sarebbero teoricamente un no-no: anche se, con il ricambio ed i continui trasferimenti che ci sono in aziendastrafiga inc, non dovrebbe nemmeno esserci il rischio di ritrovarsi a lungo davanti il proprio drunken mistake. Ma io non voglio essere il drunken mistake di nessuno.

Per il dating online, stesso discorso. Non me ne voglia chi tra i miei lettori lo usa, ma l'unico profilo onesto che abbia mai letto è uno anonimo e chiaramente fake che diceva: ehi, sono appena arrivato in città, ho voglia di tocciare il biscotto e divertirmi un po', me la date?. Niente di male in questo, ma non ho voglia nemmeno di essere il passatempo di qualcuno, o di lisciare l'ego di maschi - magari fidanzati - tormentati da sensi di colpa o inadeguatezza, e che cercano in estranee l'approvazione che non riescono a darsi da soli. E nulla di più antiromantico di chi corre dietro al proprio pisello, e di quel mercato bestiame. Non sono pregiudizi: ci ho provato. Fu forse una decina di anni fa, per curiosità ed in un tentativo di affrancarmi dall'egida del signor Manicheverdi. Mi procurai una serie di quattro o cinque situazioni odiose: uno mi si sfiondò addosso, uno mi scaricò senza complimenti, due li scaricai io ma mi rimase davvero un gusto penoso in bocca. Troppo sensibile? Sìsì, forse, ma anche no - ci sono questioni nella vita dove uno è capace di affrontare dei compromessi, io stessa comprometto in tante cose, ma in quella non ci riesco, sorry, sorry. Son sempre quella che vorrebbe che le cose le si disponessero attorno come un'ikebana, che preferisce la familiarità acquisita alla scarica ormonale. E se deve essere scarica ormonale, che almeno mi colga genuinamente di sorpresa e non sia staged come un brutto reality show.

Ed allora? Allora niente. Sono abbastanza vecchia per sapere che in queste cose ogni approccio programmatico è quello sbagliato, e, toute reflexion faite, decido seduta stante di rimanere fuori dalla mischia come sempre e di non preoccuparmene troppo. La cosa giusta è procurarsi il letto king size e la tanica per il caffé.
Ovviamente con adeguato isolamento termico.

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Maiala

Sesso in un letto king size, con vicino una tanica di iced coffee solo leggermente zuccherato ma alla temperatura ideale, dalla quale poter attingere liberamente.

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Una poesia di Leonard Cohen

THE GOAL

I can´t leave my house
or answer the phone.
I´m going down again
but feeling no pain.

And that´s the great change
and mercy to boot ---
the enemy´s dead
and I don´t have to shoot.

But as for the fall:
it was writ long ago
and I can´t stop it now ---
I´m rain and I´m snow.

And I settle at last
on the ground of my soul
in shapes of the past
and shapes that unfold.

I sit in my chair
and I look at the street --
the enemy´s gone
and his absence is sweet!

I move with the leaves
I shine with the chrome
I´m almost alive
I´m almost at home.

But please do not follow
I´ve nothing to teach:
except that the goal
falls short of the reach.

(da The Book of Longing, 2007)

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BJ performer

Una volta ho cantato in un noto locale estivo bolognese. Per farmi coraggio mi sono ubriacata come un cammello e mi ricordo solo che sono salita sul palco, ho imbracciato la chitarra ed ho pensato oddio, lo devo fare davvero allora e vedevo tutte quelle facce che mi guardavano in attesa. L'unico testimone con cui ho parlato mi assicura che sembrava che non avessi mai fatto altro in vita mia. Sono sempre stata un bluff in queste cose.

Di solito cantavo alle feste, suppongo per far scemare gli entusiasmi - non foss'altro perché il mio repertorio comprendeva dei pezzi da novanta quali:

I was hoping, di Alanis Morrissette
Ma preference a moi, di Julien Clerc (sì, sì!!)
Almeno 8 o 10 pezzi di Leonard Cohen, tanto per vivacizzare l'atmosfera
Qualcosa di Renaud, qualcosa di Brel (Jacky, mi sembra)
Twist in my sobriety, di Tanita Tikaram, che perlomeno ha solo tre note e nel registro basso, per cui non facevo troppa fatica (ho una voce da mezzo contralto, mezzo nel senso che ho la metà superiore delle note, e basta).
Non sono sicura-sicura, ma mi sembra che volessi includere Canzone delle domande consuete di Guccini, non sono riuscita a trascriverla ed allora ho ripiegato sul più facile Pensionato che emettevo tutta d'un fiato senza pause e senza aprire gli occhi, come il mio altro cavallo di battaglia, Manu di Renaud.

Questo per dirvi quanto sia una cosa emotivamente impegnativa ascoltarmi :)

Ma sempre più spesso mi scopro a ripensarci e dirmi che mi piacerebbe ricominciare. Non ho nemmeno più una chitarra ma potrei ricomprarla.

Prima, ansiosa di sapere se la mia voce era ancora palatabile, ho provato a cantare sul karaoke di Yellow Brick Road. Mi sono ferita le orecchie da sola, ma è vero che non ho mai avuto una gran estensione.

Sì, devo proprio ricominciare. In due-tre anni potrei arrivare ad esibirmi in un cabaret di Kilburn con una band che chiamerei opportunamente The Gloomies, e magari, dopo ancora qualche anno, mettermi in lista d'attesa per uno slot orario da busker nella metropolitana. In fondo qui non è obbligatorio essere allegri.

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I Ain't Mad At Cha

Il brano rap, forse, che preferisco tra tutti: un lungo racconto sul senso della distanza, e della separazione. Saluti a Tupac Shakur che, come il personaggio di cui narra qui, se n'è andato.

So many questions, and they ask me if I'm still down
I moved up out of the ghetto, so I ain't real now?
They got so much to say, but I'm just laughin at cha,
You niggaz just don't know, but I ain't mad at cha.


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wordle.net

Wordle

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Drive

Come ho detto altre volte, durante gli anni ottanta ho dormito e vorrei indietro i miei soldi, grazie. Ma nella prima metà degli anni novanta, i miei gusti da precoce zitella schizzinosa si sono miracolosamente, per un brevissimo periodo, riallineati con la cultura di massa del tempo. Un tempo in cui guardavo MTV e potevo comprare i cd con le canzoni che passavano (beh, qualcuno... uno o due... Ok, ho comprato Automatic for the people, Nevermind e qualcosa di Coolio e di Tupac / Makaveli. Poi la metà di questi è morta, gli altri sono andati in pensione ed io sono tornata al jazz modale. Ma mi piacciono ancora, eh.).

Per chi l'avesse dimenticato, ecco un piccolo capolavoro: Drive, dei R.E.M.


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I lunghi giovedì

Il giovedì è durissima.
Dopo tre giorni di corsa, l'ufficio risuona di bloody hell! e le energie, fisiche e mentali, sono ad un minimo assoluto. Il venerdì va meglio, la gente è ancora più esaurita del giovedì ma è più contenta.

I miei compagni di banco, Nelson e Roy, sono sempre una compagnia piacevole ma alla fine ognuno ha il muso in permanenza tra i suoi monitor e ci si vede poco (ogni tanto ci occhieggiamo da sopra e facciamo ciao con la manina). Io e Roy mangiamo davanti al pc come due esauriti, Nelson è l'unico che va a mangiare nella caffetteria, da solo con un libro, mentre tutti gli indiani del middleware attaccano i tavoli rimanenti e taffiano che pare ferragosto in sud Italia. Nelson legge il suo libro di fantascienza hardcore e se passo per il caffé mi fermo a tormentarlo un po', che però non è divertente perché mi ritrovo coinvolta in conversazioni stile tra rabbini filosofeggianti a passeggio mentre il caffé si raffredda.

Sarebbe anche divertente, ma non c'è mai abbastanza tempo e mi porto via il mio caffé mezzo freddo in preda ad una vaga sensazione di coitus interruptus.

Forse è stanchezza, 'ché oggi mi sento un po' vuota e melanconica.

Persino un po' sola.

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